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Protocollo ODEH: ti sedano a casa e prelevano gli organi
Approfondimenti · 7 min di lettura

Protocollo ODEH: ti sedano a casa e prelevano gli organi

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Matteo

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Si chiama ODEH — Organ Donation after Euthanasia from Home. È una procedura medica reale, documentata su PubMed, legale in quattro Paesi: Paesi Bassi, Belgio, Canada e Spagna. E funziona esattamente come sembra.

Il paziente viene anestetizzato a casa propria, intubato, ventilato meccanicamente, e trasportato in ospedale ancora vivo. In ospedale il medico somministra i farmaci per l'eutanasia. Dopo l'arresto cardiaco si aspettano 5 minuti, il paziente viene dichiarato morto, e inizia il prelievo degli organi.

Come funziona il protocollo ODEH

La procedura ODE — Organ Donation after Euthanasia — combina eutanasia e donazione di organi. Dal 2005 viene praticata in Belgio, Paesi Bassi, Canada e Spagna. La variante ODEH, con anestesia iniziata a casa, è stata introdotta nel 2017 nei Paesi Bassi.

Il caso documentato sull'articolo originale di BMC Medical Ethics (Tajaâte et al., 2021) descrive un ex operatore sanitario affetto da atrofia multisistemica. Il giorno della procedura il team medico — composto da un medico specializzato in eutanasia, anestesisti e infermieri di terapia intensiva — si è recato a casa sua con tutto l'equipaggiamento necessario. Il paziente era seduto sulla sua poltrona nel soggiorno, circondato da moglie, figli, nipoti e il suo cane, con la musica in sottofondo.

Dopo i saluti alla famiglia, il paziente è stato trasferito nel letto e gli è stato inserito un accesso venoso. È stato anestetizzato, intubato e ventilato meccanicamente. Poi è stato caricato su un'ambulanza — un'unità di terapia intensiva mobile — e trasportato all'ospedale universitario. In ospedale, nella sala di preparazione accanto alla sala operatoria, è stato completata la procedura di eutanasia. Dopo l'arresto cardiaco e i 5 minuti di attesa obbligatoria, è stato dichiarato morto. Sono stati prelevati reni, fegato e pancreas.

Il problema dei 5 minuti

La procedura segue il protocollo DCD — Donation after Circulatory Death. Dopo l'arresto cardiaco si aspettano 5 minuti prima di dichiarare la morte e procedere al prelievo. Il problema è che 5 minuti di arresto cardiaco non sono considerati morte definitiva in quasi nessun altro Paese al mondo. Il cuore potrebbe riprendere a battere autonomamente — ma a quel punto il prelievo è già iniziato.

In Italia, in Germania, e nella maggior parte degli altri Paesi, il paziente in quella fase non verrebbe dichiarato morto. Il prelievo degli organi non potrebbe iniziare.

Il nodo giuridico riconosciuto dagli stessi medici

Il problema legale non viene ignorato dalla letteratura scientifica — viene esplicitamente discusso. La legge olandese sull'eutanasia richiede che al momento della somministrazione dei farmaci letali il paziente stia ancora soffrendo in modo insopportabile. Ma quando il paziente viene sedato a casa, la sofferenza viene temporaneamente soppressa dalla sedazione.

Gli stessi autori del caso documentato lo riconoscono: "Quando il paziente è sedato per essere trasportato in ospedale, la sua sofferenza è alleviata e il requisito della sofferenza insopportabile non è più soddisfatto." I comitati di revisione olandesi hanno comunque considerato la procedura conforme alla legge, con la motivazione che la sofferenza sarebbe ripresa una volta sospesi i sedativi.

I numeri fino al 2021

Secondo la revisione internazionale pubblicata sull'American Journal of Transplantation (Mulder et al., 2022), fino al 2021:

  • La procedura ODE è stata eseguita 286 volte in Canada, Paesi Bassi, Spagna e Belgio
  • Di questi, 8 casi sono stati ODEH — con anestesia iniziata a casa
  • 837 pazienti hanno ricevuto organi da donatori ODE, fino al 14% dei riceventi DCDD nei Paesi coinvolti

I sostenitori del protocollo chiedono che venga esteso. Il dibattito è in corso.

La posizione dei sostenitori

I fautori del protocollo — tra cui i medici olandesi Johannes Mulder e Hans Sonneveld — sostengono che ODEH migliora l'esperienza del paziente eliminando la necessità di trascorrere le ultime ore di vita consapevole in ospedale. Il paziente si addormenta a casa, tra la sua famiglia. Dal punto di vista della donazione, gli organi sono di qualità superiore perché il tempo di ischemia si riduce. Lo presentano come un atto di altruismo.

La domanda che i dati pongono

Il paziente viene intubato e trasportato in ambulanza per ore mentre è in coma. La procedura viene pianificata nei dettagli — il caso documentato riporta che il medico aveva verificato in anticipo anche le dimensioni dell'ascensore per la barella. La procedura viene eseguita vicino alla sala operatoria per ridurre i tempi di ischemia degli organi.

Quando la qualità degli organi diventa un criterio nella pianificazione della morte di una persona, una linea è stata attraversata. La domanda non è se i pazienti abbiano dato il consenso — la risposta è sì. La domanda è che tipo di sistema sanitario si costruisce quando la morte diventa una procedura ottimizzata per la logistica del trapianto.

Il legame con il dibattito italiano

ODEH esiste perché in alcuni Paesi l'eutanasia è già normalizzata da decenni. Una volta che il principio è ammesso nel sistema, il sistema si organizza — anche nella logistica. La procedura non è nata dal nulla: è la conseguenza naturale di un sistema che ha accettato il principio, lo ha regolamentato, e poi lo ha ottimizzato.

In Italia il dibattito è ancora nella fase in cui si discute se introdurre quel principio. I dati internazionali mostrano cosa succede quando viene introdotto.


Fonti: Tajaâte et al., "Organ donation after euthanasia starting at home in a patient with multiple system atrophy", BMC Medical Ethics, 2021 — Mulder J, Sonneveld H, "Organ donation after euthanasia starting with anesthesia at home is legal in The Netherlands, Belgium, Canada and Spain", BMC Medical Ethics, 2023 — Mulder et al., "Practice and challenges for organ donation after medical assistance in dying", American Journal of Transplantation, 2022.

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