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In Belgio dal 2014 i minori possono accedere all'eutanasia senza limiti di età. Come ci siamo arrivati.
Approfondimenti · 7 min di lettura

In Belgio dal 2014 i minori possono accedere all'eutanasia senza limiti di età. Come ci siamo arrivati.

V

Vita Degna

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Non è un rischio teorico. Non riguarda un Paese lontano. È la legge belga, votata dal Parlamento, in vigore da undici anni.

Dal 2014 in Belgio non esiste un limite minimo di età per accedere all'eutanasia. Un bambino di qualunque età — se soddisfa i criteri previsti dalla legge — può chiedere di morire, e il sistema sanitario può farlo morire.

Il punto di partenza: 2002

Il 28 maggio 2002 il Belgio approva la prima legge sull'eutanasia. I criteri sembrano precisi e circoscritti:

  • Malattia grave e incurabile
  • Sofferenza fisica o psichica insopportabile
  • Capacità di intendere e volere
  • Richiesta volontaria e scritta
  • Parere di due medici
  • Un mese di attesa

Era una legge per adulti malati terminali. Chi diceva che sarebbe stata estesa veniva accusato di allarmismo.

Il 13 febbraio 2014: il primo Paese al mondo senza limite di età

Il 13 febbraio 2014 la Camera dei Rappresentanti belga approva l'estensione della legge ai minori: 86 voti a favore, 44 contrari, 12 astenuti. Il re Filippo firma. Il Belgio diventa il primo — e unico — Paese al mondo ad aver eliminato qualsiasi limite minimo di età per l'eutanasia.

I Paesi Bassi permettono l'eutanasia per i minori dai 12 anni in su. Il Belgio non ha fissato nessun limite. Neanche un anno. Neanche un giorno.

La legge prevede criteri aggiuntivi rispetto agli adulti:

  • Malattia grave e incurabile con morte imminente prevista
  • Sofferenza fisica insopportabile, non controllabile con cure
  • Capacità di discernimento verificata da psichiatra o psicologo
  • Consenso scritto di entrambi i genitori

Ma nessun limite di età.

I numeri: 6 casi in 10 anni

Dal 2014 al 2024 sono stati registrati 6 casi di eutanasia su minori in Belgio. Il primo nel 2016: un ragazzo di 17 anni con malattia terminale — primo caso al mondo con il benestare di una legge statale. Un caso documentato riguarda una ragazza di 16 anni con tumore al cervello. Nel 2024 è stato registrato un nuovo caso, portando il totale a sei.

Chi sostiene la legge usa questo numero come argomento: i casi sono rarissimi, la procedura è applicata con estrema cautela. È vero che sono pochi. Ma questo non risponde alla domanda fondamentale: in quale società uno Stato decide che un bambino — di qualunque età — può chiedere di morire, e che il sistema sanitario può farlo morire?

I casi sono pochi perché i bambini con malattie terminali che soddisfano tutti i criteri sono pochi. Non perché il principio sia limitato.

La traiettoria: +1.591% in vent'anni

Per capire dove porta un principio, bisogna guardare i numeri nel tempo:

  • 2002: 235 casi — primo anno della legge
  • 2010: ~950 casi — quadruplicati in 8 anni
  • 2020: 2.445 casi — l'1,9% di tutti i decessi belgi
  • 2023: 3.423 casi — il 3,1% di tutti i decessi
  • 2024: 3.991 casi — il 3,6% di tutti i decessi in Belgio

Dal 2002 al 2024: +1.591%. Non è una crescita casuale. È la logica di un principio che si espande.

Il meccanismo: non è la legge che cambia, è la cultura

L'espansione non avviene solo per via legislativa. Avviene attraverso la cultura medica, la prassi quotidiana, il modo in cui i criteri vengono interpretati nel tempo.

  • 2002: eutanasia psichiatrica? Impensabile. La legge era per malati fisici terminali.
  • 2010: ammessa per disturbi psichiatrici cronici.
  • 2014: estesa ai minori senza limite di età.
  • 2023: 48 eutanasie per patologie psichiatriche in un solo anno.

I criteri non vengono aboliti. Vengono reinterpretati. "Sofferenza insopportabile" include la depressione grave, il PTSD, l'ansia cronica. Lo ha dimostrato il caso di Shanti De Corte — 23 anni, sopravvissuta a un attentato ISIS, morta per eutanasia in Belgio nel 2022 per un trauma psicologico per cui esistevano trattamenti non ancora tentati.

La domanda che i dati pongono

Il dibattito sull'eutanasia tende a concentrarsi sui casi limite più drammatici. È comprensibile — sono casi in cui la sofferenza è reale e la compassione è la risposta emotiva più naturale.

Ma una legge non si valuta sul caso limite più drammatico. Si valuta su ciò che accade nella pratica, nel tempo, su migliaia di persone diverse con storie diverse.

In Belgio, vent'anni di dati mostrano che il principio si espande. I criteri si allargano. Le categorie di persone incluse crescono. Non perché qualcuno abbia pianificato questo — ma perché è la logica di un principio che, una volta ammesso, produce la propria espansione.

Il caso italiano

In Italia si discute di introdurre il suicidio assistito con criteri che — come nel Belgio del 2002 — sembrano precisi e circoscritti. La proposta riguarda adulti, con condizioni specifiche, con salvaguardie formali.

Nel 2002 in Belgio la legge era esattamente così. Dodici anni dopo quei criteri erano stati estesi ai bambini. Non perché qualcuno avesse cambiato idea sui valori fondamentali — ma perché la logica del principio aveva seguito il suo corso naturale.

Non è necessario aspettare vent'anni per sapere dove porta un principio. I dati belgi sono già lì.


Fonti: Commissione federale di controllo e valutazione dell'eutanasia, Belgio — rapporti annuali 2002-2024. Il Post, febbraio 2014. La Nuova Bussola Quotidiana, ottobre 2022. Health Canada, Sixth Annual Report on MAID, 2025.

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