Vai al contenuto principale
Perché nessun Paese è mai tornato indietro sull'eutanasia
Approfondimenti · 8 min di lettura

Perché nessun Paese è mai tornato indietro sull'eutanasia

M

Matteo

Autore

Quando si discute di suicidio assistito, uno degli argomenti più usati da chi sostiene la legalizzazione è questo: "Se non funziona, si può sempre tornare indietro. Possiamo valutare nel tempo."

È un argomento ragionevole in apparenza. Ma i dati lo smontano.

Dal 1997 — anno in cui l'Oregon divenne il primo Stato al mondo a legalizzare il suicidio assistito per via democratica — a oggi, nessun Paese o Stato che abbia legalizzato l'eutanasia o il suicidio assistito per via parlamentare o referendaria è mai tornato volontariamente indietro. Non l'Olanda, che ha legalizzato nel 2002. Non il Belgio, che ha legalizzato nel 2002. Non il Canada, che ha legalizzato nel 2016. Non la Spagna, che ha legalizzato nel 2021. Non la Nuova Zelanda, che ha legalizzato nel 2021. Non uno dei 14 Stati americani che hanno legalizzato.

Ci sono due eccezioni nella storia. Meritano di essere studiate con cura, perché insegnano molto — e in modi diversi da quello che si potrebbe pensare.

Oregon, 1997: il tentativo fallito

La Death with Dignity Act fu approvata in Oregon nel novembre 1994 con il 51% dei voti — una maggioranza risicata, frutto di mesi di campagna accesissima. Tre anni dopo, nel 1997, i contrari raccolsero le firme necessarie per un nuovo referendum abrogativo — la Measure 51. Il risultato fu sorprendente: il 60% votò contro l'abrogazione. La stessa legge che aveva vinto per un soffio nel 1994 godeva ora di un consenso solido. In soli tre anni, era diventata politicamente intoccabile.

Australia del Nord, 1996-1997: bloccata ma non sconfitta

Nel 1996 il Territorio del Nord australiano approvò una legge sull'eutanasia — la prima al mondo in un'entità sub-nazionale. Nove persone la usarono. Nel 1997 il Parlamento federale australiano intervenne con una legge che privava i territori — ma non gli stati federati — della competenza a legiferare in materia, abrogando di fatto la norma locale.

Sembrava una vittoria definitiva. Non lo era.

Tra il 2019 e il 2023 tutti e sei gli stati australiani — Victoria, Western Australia, Tasmania, South Australia, Queensland, New South Wales — hanno approvato autonomamente leggi sull'eutanasia o il suicidio assistito. L'abrogazione del 1997 non aveva fermato la direzione culturale e politica: l'aveva semplicemente spostata di vent'anni verso un altro percorso istituzionale.

L'esempio australiano è quindi il contrario di una vittoria: dimostra che anche quando esiste un meccanismo istituzionale per bloccare la legge, la spinta culturale trova un'altra strada. E ci riesce.

Slovenia, novembre 2025: la prima abrogazione referendaria

Il caso più recente e significativo. Il Parlamento sloveno approvò nel 2025 una legge sul suicidio assistito. Prima che la legge entrasse pienamente a regime, i contrari riuscirono a ottenere un referendum abrogativo. Il 23 novembre 2025 la Slovenia votò: la legge fu abrogata con una maggioranza risicata. È il primo caso nella storia in cui una legge sul suicidio assistito viene cancellata per via referendaria.

Ma la Slovenia insegna anche qualcosa di fondamentale: l'abrogazione è avvenuta prima che la legge producesse i suoi effetti, prima che si formasse una base significativa di beneficiari, prima che la morte assistita diventasse una pratica consolidata nel sistema sanitario. Quella finestra si chiude in fretta — come dimostra il caso dell'Oregon, dove bastarono tre anni per rendere la legge intoccabile.

I tre meccanismi che rendono quasi impossibile tornare indietro

Perché Oregon fallì e Slovenia riuscì? La risposta sta nei tre meccanismi che entrano in gioco ogni volta che una legge sul suicidio assistito viene applicata nel tempo.

Il primo è la normalizzazione culturale. Prima della legalizzazione, la morte assistita è percepita come eccezionale, estrema, controversa. Dopo la legalizzazione, diventa un servizio sanitario — una scelta disponibile tra le altre. Chi propone l'abrogazione non viene più percepito come chi difende la vita, ma come chi vuole togliere un diritto a chi soffre. Il frame del dibattito si rovescia completamente — e non torna più indietro.

Il secondo è la creazione di beneficiari diretti. Ogni anno che la legge è in vigore, cresce il numero di persone con un legame diretto alla pratica — chi l'ha usata, chi ha visto un familiare usarla, chi potrebbe usarla in futuro, i medici che la praticano. Queste persone diventano testimoni potenti e visibili nel dibattito pubblico. "Mio padre è morto senza soffrire grazie a questa legge" — questa testimonianza è difficilissima da contrastare politicamente. Chi è invece ancora vivo perché la legge non c'era non sa di esserlo, e non può testimoniarlo.

Il terzo è l'espansione progressiva dei criteri. In Belgio nel 2002 la legge era per adulti con malattia fisica terminale. Nel 2014 è stata estesa ai minori. In Canada nel 2016 era per terminali, nel 2021 è stata estesa ai non terminali. Ogni espansione porta nuovi sostenitori — le famiglie di bambini gravemente malati che ora possono accedere, le persone con disabilità croniche, i malati psichiatrici. Chi volesse tornare alla legge originale troverebbe l'opposizione non solo dei sostenitori originali, ma di tutti coloro che hanno beneficiato delle espansioni successive. La base politica di difesa della legge cresce con ogni allargamento dei criteri.

Cosa significa per l'Italia

In Italia non esiste ancora una legge sull'eutanasia o il suicidio assistito nel senso pieno del termine. Il dibattito è aperto. La sentenza della Corte Costituzionale del 2019 ha aperto uno spiraglio su casi molto specifici; ci sono proposte in discussione in Parlamento; alcune regioni hanno già approvato leggi proprie.

I dati internazionali mostrano una cosa molto precisa: la finestra per fermarsi è stretta. Si chiude non appena la legge comincia a produrre i suoi effetti — a normalizzarsi, a creare beneficiari, a espandere i propri criteri.

L'argomento "se non funziona si può sempre tornare indietro" è smentito dalla storia. L'unico caso in cui un'abrogazione democratica è avvenuta — la Slovenia — è successo immediatamente, prima che la legge diventasse routine.

Il dibattito che si fa adesso in Italia, prima dell'approvazione, è il più importante. Dopo sarà molto più difficile.

#eutanasia #suicidio assistito #piano inclinato #Oregon #Slovenia #legislazione

Condividi

Copiato!