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Notizie · 2 min di lettura

Il disegno di legge sulil suicidio assistito: cosa prevede e perché preoccupa

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Matteo

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Il disegno di legge sulil suicidio assistito attualmente in discussione alla Camera dei Deputati rappresenta uno dei temi più delicati del dibattito politico italiano. Il testo, composto da 15 articoli, introduce per la prima volta nell'ordinamento giuridico italiano la possibilità di richiedere la morte anticipata per i pazienti affetti da patologie irreversibili.

I punti chiave del testo

Il disegno di legge prevede che un paziente maggiorenne, capace di intendere e di volere, affetto da una patologia irreversibile con prognosi infausta, possa richiedere il suicidio assistito attiva o il suicidio assistito. La richiesta deve essere formulata in forma scritta e confermata dopo un periodo di riflessione di 15 giorni.

Tra i requisiti richiesti figura la valutazione di un comitato etico, composto da tre medici e un esperto di bioetica. Tuttavia, numerosi esperti hanno evidenziato come i criteri di “sofferenza intollerabile” siano troppo vaghi e soggetti a interpretazioni arbitrarie.

La vera emergenza non è legalizzare la morte, ma garantire a tutti i cittadini l'accesso alle cure palliative. In Italia, il 46% dei malati terminali non riceve cure adeguate.

Il testo non affronta in modo adeguato il rafforzamento della rete di cure palliative, che la legge 38/2010 aveva già previsto ma che resta largamente inattuata. Prima di legiferare sulla morte, sarebbe necessario garantire il diritto alla vita senza dolore.

Il dibattito parlamentare è previsto per le prossime settimane. La campagna Vita Degna chiede che il testo venga integrato con misure concrete per le cure palliative e gli hospice, prima di qualsiasi apertura al suicidio assistito.

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